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Rock Street, San Francisco

La
terrazza del
Vittoriano
ufficialmente si chiama “Terrazza delle Quadrighe”. Dal
punto più alto del complesso del Vittoriano potrete godere di un
panorama esclusivo sulla città di Roma.Vi si accede per
mezzo di due ascensori panoramici inaugurati nel 2007. Gli
ascensori, esterni al corpo dell’edificio, sono in vetro e acciaio e
sono sostenuti da fondamenta proprie. Possono trasportare circa
dodici persone alla volta, con una media di settecentoventi ogni ora,
anche se sulle terrazze è consentito l’accesso giornaliero di un
massimo di duemilacinquecento persone.Una corsa lunga quasi
trentacinque secondi per quaranta metri d´altezza, per mettere piede
sulla terrazza, dove quattro cannocchiali posizionati strategicamente
permettono di guardare la città da una posizione privilegiata, ad
un’altezza di ben ottanta metri.Gli ascensori sono stati
progettati da Paolo Rocchi; la struttura, separata dal monumento, è
in acciaio e cristallo a forma semicilindrica. La linea è lievemente
arrotondata e la forma complessivamente dà un’idea di
leggerezza.Se ve la sentite potete salire i quasi 200 gradini
della scala interna, arrivando alla terrazza del Caffè, sullo stesso
livello del colonnato; vi si accede anche dalla scalinata centrale
oppure dall’ingresso laterale destro, che conduce al Museo del
Risorgimento. Vista sulla “città
eterna”La vista dalla terrazza
del Vittoriano
spazia sulla Roma pagana e su quella cristiana, quella antica e
quella moderna. Si nota in primo piano la chiesa dei SS. Luca e
Martina, il Foro Romano e il Colosseo.

Potete distinguere con chiarezza l’Arco di Tito, il colle Palatino,
la Basilica di Massenzio e le tre colonne del Tempio dei Dioscuri.

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Più distante si nota San Giovanni in Laterano. Sullo sfondo i
Castelli Romani, che di notte brillano in lontananza.Il lato
a sud regala una splendida vista sulla piazza del Campidoglio:
ammiriamo il Palazzo Senatorio con la torre campanaria, il Palazzo
dei Conservatori, che ospita i Musei Capitolini al cui interno si può
osservare la Lupa simbolo di Roma. Guardando oltre, si scorge il
colle Aventino, e poi ancora il quartiere Ostiense, ex area
industriale individuabile per la forma cilindrica del suo Gazometro.

E infine l’Eur, il quartiere moderno di Roma.Quando non c’è
troppa foschia e il cielo è limpido si osservano Ostia e il
mare.Guardate in direzione nord e ammirate la Roma di palazzo
Montecitorio e del Quirinale. Qui a farla da padrone sono la politica
e le grandi firme, tra via
del Corso
e via del Babuino. La successione degli edifici storici è interrotta
dalla verdeggiante Villa Borghese. Percorrendo idealmente la
passeggiata del Pincio arriviamo a Trinità dei Monti. E proprio
sotto la quadriga c’è via Nazionale.Infine, possiamo notare
il sole tramontare dietro il Teatro di Marcello, tra le cupole che
spuntano tra i tetti. Il cupolone della basilica
di S. Pietro
si tinge d’arancio, si profilano i due campanili di S. Agnese in
Agone, mentre Castel Sant’Angelo appare ancora più
imponente.Quello che di Roma non si può
osserva dalla terrazza, il VittorianoLa terrazza
delle quadrighe
sorge sul Vittoriano, conosciuto anche come “Altare della
Patria”: è il monumento dedicato a re Vittorio Emanuele II, e
celebra l’unità nazionale oltre che fare da altare in occasione
delle cerimonie dello Stato. La struttura dell’edificio è
opera di Giuseppe Sacconi. I lavori iniziarono nel 1885, prima della
morte del progettista, e si conclusero nel 1911 grazie all’ingegno di
Gaetano Koch, Pio Piacentini e Manfredo Manfredi. Nel 1921
divenne la tomba del milite ignoto. La struttura del monumento fu
leggermente modificata per ospitare le spoglie di un soldato italiano
caduto nel corso della I Guerra Mondiale, e di cui si ignorava
l’identità. Fu allora che il monumento divenne Altare
della Patria.

Al primo ripiano potrete accede tramite una scalinata. Vi si
trova un’edicola che ospita la statua della Dea Roma sotto la quale
c’è la tomba del Milite Ignoto; ai lati sono visibili i bassorilievi
del “Trionfo dell’Amor Patrio” e del “Trionfo del
Lavoro”.Salendo ancora, si accede al complesso museale;
ospita mostre d’arte temporanee ed esposizioni permanenti. Le scale
a sinistra invece conducono al Museo Sacrario delle Bandiere delle
Forze Armate. A partire da qui, un’altra rampa di scale conduce a una
terrazza mediana con uno scorcio suggestivo della città.Si
accede invece alla statua
equestre di Vittorio Emanuele II
attraverso due scale. La scultura bronzea sorge su un piedistallo che
celebra le principali città d’Italia: la statua, opera di Emilio
Gallori ed Enrico Chiaradia, è alta 12 metri e pesa complessivamente
cinquanta tonnellate. È così grande che all’interno della pancia
del cavallo una volta venne organizzato un pranzo.Al di sopra
della statua equestre si erge un  portico a sedici colonne,
sormontato dalle statue delle regioni italiane. Sui lati, invece, si
possono ammirare due quadrighe in bronzo, quella a sinistra
rappresenta l’Unità, quella a destra simboleggia la Libertà.E
in basso… Piazza VeneziaLa piazza che potete guardare
dalla terrazza del
Vittoriano
prese l’aspetto che ha oggi tra il 1885 ed il 1911, quando fu
costruito l’Altare della Patria, opera che costò la demolizione di
edifici, palazzi storici e chiese antiche: la piazza, che era stretta
e molto bella, diventò da quel momento ampia e ciclopica.Il
lato meridionale della piazza, dove sorge il Campidoglio, era chiuso
da un edificio, il palazzetto Venezia, unito al più imponente
palazzo Venezia all’altezza della torre quadrangolare. Sul
lato a est c’era il palazzo dei Paracciani-Nepoti, quello dei Del
Nero-Bolognetti-Torlonia, che fu progettato da Carlo Fontana, e il
palazzo Frangipane-Vincenzi. Furono tutti demoliti per lasciare lo
spazio necessario all’edificio delle Assicurazioni Generali.È
scomparsa anche via della Ripresa dei Barberi, si chiamava così
perché durante il Carnevale vi si fermava la corsa dei cavalli
barberi, che arrivavano di corsa da via del Corso, “ripresi”
a questa altezza dai bulli e dai mozzi di stalla. Guardare la
piazza dalla terrazza
delle quadrighe
vi aiuterà a immaginare meglio come doveva essere questo slargo
prima del 1911. Dove oggi c’è via Cesare Battisti prima c’era via di
S.Romualdo, molto più stretta; non ci furono modifiche invece né
sul versante nord nè su quello ovest, quelli occupati da via del
Corso e da palazzo Venezia. Il palazzo, a cui si deve il nome
della piazza, è celebre per il balcone dal quale una volta Paolo II
osservava l’arrivo dei cavalli barberi; nell’immaginario collettivo,
invece, rimarrà legato ai discorsi che il dittatore faceva alla
folla. 

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